Coronavirus

 

Il rapido diffondersi del Coronavirus ha finora avuto ripercussioni importanti sull’economia mondiale e sulla salute di migliaia di persone. Molti stati hanno ristretto i movimenti dei propri cittadini già prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarasse COVID-19 una pandemia.

L’Italia è uno dei paesi colpiti più gravemente dalla crisi, con più di 12 mila casi registrati all’11 Marzo 2020. Questa pandemia ha spinto la Presidenza del Consiglio ha implementare misure d’emergenza e porre, di fatto, tutto il paese in isolamento.

Il nostro non è, però, l’unico paese ad avere annunciato misure d’emergenza per fronteggiare COVID-19. Altri paesi, come gli Stati Uniti, hanno recentemente messo a punto restrizioni di viaggio che limitano la possibilità di spostamento da e per l’Italia.

Viaggi e Coronavirus: è possibile viaggiare?

In seguito alla rapida diffusione del Coronavirus, il Consiglio dei Ministri ha attuato una serie di norme contenitive. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 Marzo 2020 limita gli spostamenti non essenziali dei cittadini.

Questi includono, dunque, anche gli spostamenti all’estero, indipendentemente dal mezzo di trasporto. Ciò significa che, fino al 3 Aprile 2020, non si potrà viaggiare per turismo. Indipendentemente dalle restrizioni degli altri stati, i cittadini e residenti italiani non potranno uscire, se non per:

  • motivi comprovati di lavoro;
  • necessità essenziali, come recarsi a fare la spesa o in farmacia;
  • ragioni comprovate di salute;
  • altre necessità serie e comprovate.

Queste restrizioni si applicano, quindi, anche ai viaggi all’estero. Sarà infatti possibile lasciare il paese solo per una di queste ragioni, o se il proprio domicilio si trova effettivamente fuori dall’Italia.

Compagnie che hanno cancellato i voli da e per l’Italia

Gli spostamenti dall’Italia sono sempre più difficili, anche se giustificati secondo il nuovo decreto. Molte compagnie aeree hanno infatti cancellato i voli da e per il nostro paese, inclusi i voli con scalo in Italia. Tra queste spiccano nomi di colossi come Turkish Airlines, American Airlines, Delta e Ryanair.

Ecco quali compagnie hanno finora cancellato i voli da e per l’Italia:

  • British Airways ha cancellato tutti i voli fino al 4 Aprile;
  • Easy Jet ha sospeso tutti i voli dal 10 Marzo al 3 Aprile;
  • Ryanair non volerà verso e dal nostro paese fino all’8 Aprile.

 Wizz Air e Jet2 sospenderanno tutti i voli almeno fino alla prima settimana di Aprile.

 Già prima del nuovo decreto, Delta Airlines aveva sospeso i voli per Milano fino ai primi di Maggio.

  • American Airlines, allo stesso modo, non volerà in Italia fino al 24 Aprile;
  • Turkish Airlines aveva già l’1 Marzo sospeso i voli da e per l’Italia;
  • KLM, Air France e Brussels Airlines hanno sospeso i voli fino al 3 Aprile;
  • Finnair non effettuerà più collegamenti fino al 9 Aprile;
  • Air Canada ha preso la stessa decisione fino all’1 Maggio;
  • Seguendo le norme dei paesi che vietano i voli dall’Italia, Alitalia ha dovuto sospendere numerosi voli internazionali e nazionali.

 Anche chi appartiene a una delle categorie di eccezione potrebbe essere rifiutato dalle autorità di alcuni paesi stranieri. Vediamo allora quali paesi impongono restrizioni o divieti per chi proviene dall’Italia.

Restrizioni di viaggio da e per gli Stati Uniti

L’11 Marzo 2020 il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha introdotto misure straordinarie che limitano gli spostamenti tra USA e Europa. Per cercare di limitare il contagio, il governo statunitense aveva inizialmente imposto un blocco ai viaggi dalla e per la Cina, il cosiddetto “Travel Ban”.

Questo provvedimento impediva l’accesso al paese a qualunque straniero fosse stato in Cina nei 14 giorni precedenti all’arrivo negli USA. Il 29 Febbraio, in seguito al diffondersi del contagio, il Presidente aveva esteso la stessa restrizione anche all’Iran.

Secondo l’annuncio di Trump, il virus pone una minaccia effettiva alle infrastrutture e ai trasporti statunitensi, nonché alla sicurezza nazionale. Proprio come in Italia, infatti, l’ente incaricato del controllo di questa crisi vive un momento di fatica.

In caso di aumento esponenziale dei contagi, il Centro per la Prevenzione e Controllo delle Malattie (CDC) potrebbe non avere risorse sufficienti a gestire l’epidemia. Dato l’afflusso quotidiano di viaggiatori europei e il diffondersi del virus in Europa, il governo americano ha varato nuove misure.

Cosa prevedono le restrizioni di viaggio USA per l’Europa

Secondo la Casa Bianca, i cittadini dell’area Schengen hanno finora esportato il virus in 53 paesi. L’accesso al paese sarà quindi vietato a qualsiasi straniero sia stato in area Schengen nei 14 giorni precedenti all’arrivo in USA.

Le nuove restrizioni entreranno in vigore a partire dal 13 Marzo 2020. Chiunque arrivi negli Stati Uniti prima di questa data potrà, quindi, accedere secondo le norme vigenti. La misura considera area Schengen i seguenti 26 paesi:

  • Austria
  • Belgio
  • Danimarca
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia
  • Germania
  • Grecia
  • Islanda
  • Italia
  • Lettonia
  • Liechtenstein
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Norvegia
  • Paesi Bassi
  • Polonia
  • Portogallo
  • Repubblica Ceca
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna
  • Svezia
  • Svizzera
  • Ungheria

La nuova misura include, quindi, anche l’Italia. La proclamazione non prevede un termine del divieto, ma le restrizioni dovrebbero rimanere valide per almeno 30 giorni. Nessuna restrizione, invece, per il Regno Unito, i cui cittadini potranno viaggiare verso gli USA, salvo limitazioni del governo britannico.

Categorie escluse dal Travel Ban per gli Stati Uniti

Nonostante le misure senza precedenti, la Casa Bianca ha provveduto ad escludere alcune categorie di viaggiatori dalle restrizioni. Queste sono:

  • cittadini e residenti permanenti degli Stati Uniti. Chiunque sia in possesso di una Green Card o passaporto USA potrà, quindi, fare ritorno negli Stati Uniti;
  • coniugi di cittadini o residenti permanenti degli Stati Uniti;
  • fratelli o sorelle, non sposati e di età inferiore ai 21 anni, di cittadini o residenti permanenti degli Stati Uniti;
  • figli biologici, adottivi o in fase di adozione di cittadini o residenti permanenti degli Stati Uniti;
  • ufficiali governativi, NATO e le loro famiglie;
  • membri di equipaggi aerei o navali;
  • qualsiasi altro individuo a cui il governo statunitense garantisca accesso per motivi di interesse nazionale.

Le restrizioni non hanno inoltre effetto sugli scambi commerciali, che continueranno secondo le norme e accordi attualmente vigenti.

Altre restrizioni per i viaggiatori italiani

Gli Stati Uniti non sono l’unico paese ad avere imposto restrizioni ai viaggi da e verso l’Italia. Al primo diffondersi di COVID-19 in Nord Italia, altri paesi hanno attivato misure restrittive nei confronti del nostro paese. Nella maggior parte dei casi, non è chiaro fino a quando questi provvedimenti resteranno validi.

  • Regno Unito: il governo britannico sconsiglia i viaggi in Italia e impone un autoisolamento di 14 giorni per chiunque provenga dall’Italia. Il provvedimento è valido anche in assenza di sintomi riconducibili al Coronavirus. La compagnia aerea di bandiera British Airways ha cancellato tutti i voli da e per il nostro paese;
  • il Premier del Giappone Shinzo Abe ha temporaneamente sospeso i collegamenti tra il paese e 5 regioni italiane;
  • pochi giorni fa il governo austriaco ha annunciato la chiusura dei collegamenti stradali, aerei e ferroviari con l’Italia. Gli italiani in possesso di certificato medico comprovante l’assenza di Coronavirus possono oltrepassare la frontiera;
  • Portogallo, Danimarca, Spagna, Albania e Grecia hanno sospeso tutti i voli da e per l’Italia;
  • anche il Marocco ha sospeso tutti i collegamenti aerei e marittimi tra l’Italia e il paese;
  • la Turchia ha sospeso i voli con l’Italia. Le compagnie aeree dirette in Turchia non accettano passeggeri che siano stati in Italia nei 14 giorni precedenti alla partenza;
  • i consolati della Federazione Russa non rilasceranno più visti ai cittadini italiani a partire dal 13 Marzo 2020;
  • Slovenia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Ungheria e Malta vietano l’accesso a chiunque provenga dall’Italia;
  • i maggiori valichi tra Svizzera e Italia sono ancora aperti. Quelli minori non sono, invece, funzionanti.

Oltre a questi divieti per chi proviene dall’Italia, altri stati asiatici, africani e del Sud America hanno imposto restrizioni. In generale, si tratta di una quarantena obbligatoria di 14 giorni per passeggeri sia asintomatici che con sintomi da Coronavirus.

Se devi viaggiare all’estero per motivi comprovati di lavoro, salute o altre necessità serie, controlla sempre eventuali restrizioni. Queste possono, infatti, cambiare rapidamente e impedire la tua partenza.

Ho già prenotato il mio viaggio: come fare?

Chi ha già prenotato un viaggio per gli USA o altre destinazioni europee si trova davanti uno scenario alquanto confuso. È possibile ottenere un rimborso per le spese già sostenute? Non esiste, purtroppo, una risposta semplice.

Compagnie aeree

 Le compagnie aeree sono state tra le prime a risentire dell’allarme del Coronavirus. Se hai prenotato un volo e non puoi partire, le opzioni sono diverse:

  • Se rinunci spontaneamente alla partenza cancellando il viaggio, non otterrai alcun rimborso. In altri casi, riceverai un rimborso pagando le penali che prevede la compagnia.
  • Se la compagnia cancella il volo, potrai nella maggior parte dei casi ottenere un rimborso. Le opzioni sono generalmente tre:
    1. rimborso del costo del volo sulla carta di credito con cui hai pagato il biglietto;
    2. voucher o Travel Card da usare per acquistare un volo della compagnia in futuro;
    3. in alcuni casi, possibilità di modificare la prenotazione gratuitamente. Sarà quindi possibile spostare il proprio volo ad una data futura e/o cambiarne la destinazione.

Le opzioni effettivamente disponibili dipendono dalla compagnia aerea. Nella maggior parte dei casi, le compagnie aeree costrette a cancellare i propri voli notificano i passeggeri della possibilità di ottenere un rimborso.

La legge italiana prevede in ogni caso che si possa ottenere un rimborso per:

  • voli in partenza da o diretti verso aree nazionali o estere oggetto di contagio;
  • biglietti aerei per paesi che impediscono lo sbarco di chi proviene dall’Italia;
  • voli per territori che impongono misure di quarantena a chi proviene dall’Italia;
  • individui affetti da COVID-19.

Strutture alberghiere

Le strutture alberghiere in Italia devono garantire un rimborso del saldo o pagamento per tutte le gite scolastiche. Chi viaggia per piacere, tuttavia, potrà ricevere un rimborso secondo le politiche della singola struttura alberghiera.

Negli Stati Uniti, invece, è normalmente possibile ottenere un rimborso fino a 48 ore prima dell’arrivo. In ultimo, però, valgono le politiche della singola struttura. Le strutture alberghiere negli USA sono generalmente aperte a negoziare con il cliente in caso di richiesta di rimborso.

Biglietti ferroviari

Le compagnie ferroviarie italiane stanno disponendo misure per facilitare il rimborso dei biglietti per chi non può partire. Ad esempio, Trenitalia permette di richiedere un rimborso per i biglietti acquistati dopo il 23 Febbraio 2020. In ogni caso, è consigliabile fare riferimento ai comunicati di ciascuna compagnia.

Considerazioni finali: cambiamenti a cui prestare attenzione

A causa della diffusione del Coronavirus viaggiare è diventato molto difficile se non impossibile. Agli italiani è proibito viaggiare e lasciare la propria abitazione se non in circostanze di necessità.

Anche dopo il 3 Aprile, se si potrà viaggiare, bisognerà prestare attenzione alle misure restrittive di altri stati. Gli Stati Uniti e altri paesi hanno, infatti, limitato l’accesso a chi proviene dall’Italia. Se avete già acquistato un volo o prenotato un hotel per un viaggio all’estero potreste avere diritto a un rimborso.

Queste misure aiuteranno senz’altro a limitare il contagio e superare questo momento di difficoltà. In questo momento delicato è opportuno seguire le norme statali e rimandare il proprio viaggio fino al termine della crisi del Coronavirus.