Modulo Esta visto per il viaggio in USA

Quali sono I Paesi partecipanti al Programma VWP per il modulo ESTA?

  • Andorra
  • Australia
  • Austria
  • Belgio
  • Brunei
  • Cile
  • Corea Del Sud
  • Danimarca
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia
  • Germania
  • Giappone
  • Grecia
  • Irlanda
  • Islanda
  • Italia
  • Lettonia
  • Liechtenstein
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Monaco
  • Norvegia
  • Nuova Zelanda
  • Paesi Bassi
  • Portogallo
  • Regno Unito
  • Repubblica Ceca
  • San Marino
  • Singapore
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna
  • Svezia
  • Svizzera
  • Taiwan
  • Ungheria

In che modo un paese diventa membro del VWP?

Un paese deve soddisfare vari requisiti per diventare paese partner del “Programma di esenzione dal visto”. Tali requisiti includono, ma non sono limitati a:

  • rafforzamento dell’applicazione della legge e condivisione dei dati relativi alla sicurezza con il governo degli Stati Uniti
  • emissione di passaporti elettronici
  • avere una percentuale di diniego di visti di tipo B inferiore al 3%
  • segnalazione tempestiva di passaporti smarriti e rubati sia in bianco che emessi
  • mantenimento di elevati standard antiterrorismo, applicazione della legge, controllo delle frontiere e standard di sicurezza dei documenti.

Il conferimento della membership VWP a un dato paese è a discrezione del governo degli Stati Uniti. (soddisfare tali requisiti oggettivi non garantisce che un paese riceva la designazione di paese membro)

Paesi partecipanti al Programma VWPEsempio 1: Riccardo

Riccardo ha doppia nazionalitá, Italiana ed Australiana. Una parte della sua famiglia infatti provenie dall’Oceania. Al momento del suo viaggio per gli USA non era sicuro quale cittadinanza dichiarare e se indicare anche la seconda.
Grazie alla nostra attenzione al cliente, Riccardo é stato informato che entrambe le nazionalitá fanno parte del programma di estenzione di viaggio e che é indifferete quale dei due passaporti venga associato all’ ESTA. Inoltre, la seconda nazionalitá deve obbligatoriamente essere indicata al momento di richiedere il modulo online.
Per cui Riccardo ha richiesto l’autorizzazione al viaggio con il passaporto italiano, ed ha dichiarato come altra cittadinanza quella australiana.

Programma VWP per il modulo ESTAEsempio 2: Lina
Lina é in procinto di partire per Miami, dove visiterá la figlia Annalia che ha appena partorito. Lei é nata in Argentina ma ha anche passaporto italiano, grazie alle sue origini da parte di madre.

Lina quindi, sebbene viva e lavori a Buenos Aires, e sebbene nella sua vita quotidiana utilizzi sempre la sua nazionalitá argentina, quindi non inclusa nel programma di viaggio senza visto, potrá beneficiare del passaporto italiano e viaggiare a Miami con una Esta.

Il passaporto associato all’ Esta sará quello italiano, mentre come altra nazionalitá sará indicata quella argentina.

La politica dell’Unione europea in riferimento al VWP ed ai paesi membri

Dalla lista dei paesi membri del VWP (designati in modo unilaterale dagli Stati Uniti, e in particolare dal DHS – Department of Homeland security) sono esclusi i seguenti paesi europei: Bulgaria, Croazia, Cipro, Polonia e Romania.

Tuttavia la politica dell’Unione europea, a cui questi paesi appartengono, segue una linea indicata come “reciprocità” (v. a riguardo la relazione del Parlamento europeo pubblicata a Strasburgo il 12 Aprile 2016). Tale principio mira a conseguire uno status di eguaglianza, dal punto di vista dei diritti goduti nella relazione con un paese terzo (in questo caso gli Stati Uniti) da parte di tutti i membri dell’Unione, in questo caso relativamente alla possibilità di partecipazione al VWP, il programma di esenzione del visto.

Se la Commissione europea giudica che particolari paesi membri dell’Unione (in questo caso i paesi menzionati: Bulgaria, Croazia, Cipro, Polonia e Romania) siano penalizzati rispetto altri paesi membri, dal punto di vista della politica attuata da un paese terzo, pone in atto delle strategie o avvia dei dialoghi politici con tale paese, nel tentativo di attenuare la situazione di “non reciprocità”.

Un meeting a riguardo si è tenuto il 23 Febbraio 2016. Gli Stati Uniti, a sostegno della loro posizione, hanno presentato le statistiche di rifiuto dei visti regolari relative a questi paesi durante il 2015.

Secondo queste statistiche, i visti sono stati negati il 17.26% dei casi per la Bulgaria, il 5.29% per la Croazia, il 3.53% per Cipro, il 6.37% per la Polonia, e l’11.16% per la Romania. Nessuno di questi paesi membri dell’Unione europea rientrava nella soglia del 3% stabilita dall’Immigration and Nationality Act degli Stati Uniti (uno dei requisiti essenziali per ottenere la membership al Programma di esenzione del visto) e per questo motivo, nell’ottica degli Stati Uniti, essi sono stati esclusi.

Nel corso dello stesso incontro, gli Stati Uniti hanno invece confermato che dal punto di vista del rispetto e dell’applicazione della legge (altro requisito essenziale affinché un paese venga incluso nel programma) tutti i membri dell’Unione europea si trovano in uno stadio “molto avanzato”.

È stato anche discusso il nuovo regolamento ratificato il 18 Dicembre 2015 dal Congresso degli Stati Uniti, col quale viene negato a coloro che si sono recati in Iran, Iraq, Siria, Sudan dal 21 Gennaio 2016, oppure in Libia, Somalia, Yemen dal 1 Marzo 2011, di recarsi negli Stati Uniti nell’ambito del Visa Waiver Program.

Il nuovo regolamento ha introdotto anche cambiamenti in relazione ai documenti di viaggio: a partire dal 1 Aprile 2016 solo coloro in possesso di passaporto biometrico sono eleggibili a viaggiare nel quadro del Programma di esenzione del visto (mediante Autorizzazione di viaggio ESTA).

Queste modifiche ai termini del Visa Waiver Program hanno avuto un impatto ed introdotto nuove restrizioni su tutti i cittadini dei paesi europei membri del VWP. La Commissione europea ha quindi espresso preoccupazione all’Amministrazione degli Stati Uniti riguardo le nuove misure, ed ha chiesto un’implementazione flessibile, per evitare che i cittadini dell’Unione europea in buona fede venissero ingiustamente penalizzati.

Gli Stati Uniti hanno risposto alle pressioni dell’Unione europea estendendo e diversificando le categorie di individui che pur avendo viaggiato in Iran, Iraq, Siria, Sudan, Somalia, Libia, e Yemen, possono eventualmente essere ammessi a viaggiare negli Stati Uniti con esenzione del visto.

Le categorie di individui eleggibili non si sarebbero limitate ai soli ufficiali e diplomatici in missione, ma verrà valutata l’eleggibilità caso per caso anche di rappresentanti di organizzazioni internazionali, personale di ONG umanitarie in servizio ufficiale, giornalisti, e alcune categorie di uomini d’affari.

Attualmente, i cittadini dei paesi europei esclusi dal Visa Waiver Program (Bulgaria, Croazia, Cipro, Polonia e Romania) hanno l’obbligo di fare domanda per un visto regolare per viaggiare verso gli Stati Uniti e non possono avvalersi dell’Autorizzazione di viaggio ESTA.

Poiché questo contraddice il principio di “reciprocità”, la Commissione europea sta continuando il dialogo con gli Stati Uniti per pervenire ad una condizione di parità di tutti i paesi membri rispetto la politica seguita da un paese terzo, ed ha espresso agli Stati Uniti la convinzione che l’estensione della membership a questi paesi non porrebbe una minaccia di sicurezza per gli Stati Uniti o un incremento del flusso migratorio.

La Commissione europea ha anche proposto agli Stati Uniti delle soluzioni intermedie in questo senso, come ad es. quella di concedere l’eleggibilità all’Autorizzazione di viaggio ESTA ai cittadini di questi paesi ai quali è stato concesso in precedenza un visto per gli Stati Uniti, e che, nell’arco di un determinato periodo di tempo, hanno effettuato soggiorni negli Stati Uniti in modo conforme alla legge.

La Commissione europea continuerà anche a monitorare i cambiamenti dei termini del VWP attuati dagli Stati Uniti, ed a proporre tutte le misure appropriate per attenuare possibili restrizioni a cui potrebbero essere soggetti i cittadini dell’Unione europea che viaggiano negli Stati Uniti in modo conforme alle leggi e per legittimi motivi.